Come mamma di 2 bambini in età da cartoni, sono molto ferrata in fatto di personaggi animati e da questi, oltre che un po' di pace familiare, si possono trarre vari spunti.
Un giorno, mentre guardavo Kung-fu panda, mi ha molto colpito la scena dell'addestramento, per vari motivi. Il motivo che voglio qui sottolineare è ovviamente quello legato al cibo e all'essere "liberi di mangiare" (non a caso il titolo del nostro corso, preso proprio dal cartone). Per chi non l'avesse visto, invito a farlo. Riassumendo, il panda vuole fare kung-fu e mentre va a vedere dei maestri all'opera, viene scelto a diventare il guerriero dragone. Inizia allora un disastroso addestramento, finchè il suo maestro non si rende conto che non può allenare il panda come tutti gli altri, ma usa il cibo come mezzo di allenamento, come stimolo, come premio. Il panda è sempre affamato, ma tramite questo sistema realizzato apposta per lui, diventa bravissimo nell'arte del kung-fu, tanto che alla fine, quando il maestro finisce con il concedere l'ultimo meritato raviolo, il panda tutto soddisfatto, dice: "Non ho fame, maestro!".
Si tratta di una scena geniale, che racchiude molte delle dinamiche legate ad un rapporto sbagliato con il cibo: il panda sfoga tutte le sue tensioni ed emozioni sul cibo e sembra non poterne fare a meno; ha una forte attenzione al suo corpo sgraziato che non sa controllare e sbaglia sempre tutto; non ha fiducia nelle sue possibilità e nonostante si impegni notevolmente, fallisce. Cosa determina invece la sua riuscita?
Sono due secondo me gli elementi principali: in primo luogo non prestare attenzione a quello che sta facendo. L'attenzione del panda non è più concentrata a diventare un bravo allievo di kung fu, ma ad ottenere la tanto agognata ricompensa. In questo modo la centralità del suo riuscire nel kung fu viene meno e lui può dedicarvisi senza le paure che l'avrebbero bloccato. E' come quando vogliamo essere bravi a tutti i costi in un'attività e questa aspettativa ci fa concentrare più su errori e successi che sull'attività stessa, facendola miseramente fallire!
Un altro aspetto è che il piacere del successo fa dimenticare al panda la sua fame nervosa, se così possiamo chiamarla, e alla fine è in grado di recuperare la libertà di dire di no!
E allora... buona libertà a tutti!
Dr.ssa Alfonsina Pica
Mangiare è un comportamento in cui confluiscono emozioni, motivazioni, disagi. Con la sola dieta si rischia di dare a un problema emotivo, una risposta esclusivamente razionale, negando completamente “il problema che c'è dietro”. E' importante cambiare le vecchie abitudini imparando ad ascoltare se stessi e il proprio corpo e a soddisfare i propri bisogni.
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mercoledì 19 settembre 2012
giovedì 26 aprile 2012
E DA BERE...?
Voglio parlare di una pubblicità che ho visto in questa estate più volte in televisione.
L'ambientazione è un ristorante dove un ragazzo ordina da mangiare tutte cose molto salutistiche e biologiche. Lo fa in maniera molto pedante, tanto che ti viene da pensare che il ragazzo sia poco interessante, pesante, antipatico. Il cameriere chiede: "E da bere...?".
Il ragazzo ci pensa e proprio in quel momento arriva una ragazza che, come a volerlo salvare, non solo dalla scelta, ma soprattutto dal suo essere così noioso, dice il nome di una bevanda, e tutto si fa più interessante e brioso.
Questa pubblicità mi ha infastidito da più punti di vista.
Innanzitutto nel far passare la bevanda come una bevanda salutistica, che ben si sposa con un mangiare sano e bio, mentre ogni nutrizionista può dire chiaramente quanto piena di zuccheri e poco salutare sia la bevanda.
In secondo luogo nel far passare l'alimentazione sana e naturale come qualcosa di noioso e poco brioso: un'alimentazione così può redimersi solo se la "aggiustiamo" con un qualcosa che la renda appetibile!
Infine, cosa che non ha nulla a che fare con il cibo, con il ruolo di salvatrice che la ragazza ha nei confronti del ragazzo: la donna viene chiamata a prendersi cura e salvare il povero maschietto impacciato e perdente.
Non era meglio quella "tutta ciccia e brufoli"?
Dr.ssa Alfonsina Pica
Il ragazzo ci pensa e proprio in quel momento arriva una ragazza che, come a volerlo salvare, non solo dalla scelta, ma soprattutto dal suo essere così noioso, dice il nome di una bevanda, e tutto si fa più interessante e brioso.
Questa pubblicità mi ha infastidito da più punti di vista.
Innanzitutto nel far passare la bevanda come una bevanda salutistica, che ben si sposa con un mangiare sano e bio, mentre ogni nutrizionista può dire chiaramente quanto piena di zuccheri e poco salutare sia la bevanda.
In secondo luogo nel far passare l'alimentazione sana e naturale come qualcosa di noioso e poco brioso: un'alimentazione così può redimersi solo se la "aggiustiamo" con un qualcosa che la renda appetibile!
Infine, cosa che non ha nulla a che fare con il cibo, con il ruolo di salvatrice che la ragazza ha nei confronti del ragazzo: la donna viene chiamata a prendersi cura e salvare il povero maschietto impacciato e perdente.
Non era meglio quella "tutta ciccia e brufoli"?
martedì 3 aprile 2012
VOGLIO LA MIA INSALATA!
Voglio raccontare 2 episodi molto carini che hanno per oggetto l'insalata.
Il giorno di carnevale di 2 anni fa era vestita da coniglietta, con tanto di orecchie rosa e baffi disegnati.
Era stata tutto il giorno fuori a guardare maschere e carri, e la sera eravamo a cena a casa dei nonni. La nonna aveva preparato l'insalata, ma la bimba non la mangiava mai. Quella sera disse: "Voglio mangiare l'insalata, perchè i conigli mangiano l'insalata!". E così fece la coniglietta fino in fondo...
L'altro episodio è avvenuto lo scorso anno. Una sera, mentre preparavo l'insalata le ho detto: “Vuoi tagliarla tu la tua insalata?”. Lei fu subito contenta, così le diedi tagliere, coltello e insalata e cominciò a tagliarla (non sto a dire le dimensioni dei suoi pezzi...). Poi la mise in una ciotolina e le diedi olio e sale per condirla.
A tavola ci mettemmo a mangiare e lei mi disse: “Mamma, voglio la mia insalata!” e la mangiò tutta, con grande soddisfazione di noi genitori... e anche e soprattutto sua!
Voglio usare questi episodi per parlare dei bambini, delle loro scelte alimentari e delle nostre risposte di adulti. L'alimentazione dei bambini mette molto spesso in ansia i genitori, e l'ansia non aiuta i genitori ad essere bravi educatori alimentari e a trasmettere il piacere del cibo; non aiuta al tempo stesso i bambini a gustare, sperimentare, accogliere e rifiutare i cibi.
Permettere tutto questo ai bambini significa lasciar loro la libertà di assaggiare e dire sì o no al cibo, senza reagire come se i loro sì e i loro no fossero per tutta la vita! I bambini hanno gusti mutevoli, e molto spesso è il nostro atteggiamento di adulti a favorire il permanere di modalità fisse e negative nei confronti del cibo, trasformando il mangiare in un gioco di potere, che spesso sono i bambini stessi a gestire!
Se invece lasciamo che siano loro a relazionarsi al cibo che NOI abbiamo messo a tavola (la responsabilità di come nutrirli e il potere di scegliere i cibi deve restare degli adulti), allora potranno avvicinarsi con curiosità, con fame, con desiderio e anche con rifiuto. Poter avere questa libertà permette loro di vivere il cibo come momento positivo e non come una lotta.
Dr.ssa Alfonsina Pica
Questo post partecipa al blogstorming di http://genitoricrescono.com/tema-del-mese-educare-a-mangiare/
http://genitoricrescono.com/blogstorming/cosa-e-il-blogstorming/
giovedì 29 marzo 2012
LIBERI DI MANGIARE
E' il nostro primo post, e con questo vogliamo presentarci e presentare il nostro modo di pensare il cibo e l'alimentazione. Siamo un'equipe composta per ora da una psicologa, una psicoterapeuta, un biologo nutrizionista e una maestra di cucina.
Il nostro incontro ha portato ad una serie di riflessioni sul cibo, riflessioni provenienti da angolature necessariamente diverse e complementari. Dal nostro incontro sono nati dei corsi e questo blog, ma soprattutto è nato un modo di pensare all'alimentazione che si è integrato e che vogliamo trasmettere a chi avrà il piacere (speriamo) e la voglia di leggerci.
Mangiare è o dovrebbe essere l'atto più naturale del mondo, dove un bisogno fisiologico, la fame, chiede di essere soddisfatto attraverso il cibo.
Non sempre tutto questo avviene in modo naturale e quindi sano. E allora mangiamo anche quando non abbiamo fame, oppure non mangiamo anche se abbiamo fame, o ancora utilizziamo il cibo per soddisfare bisogni diversi dalla fame (noia, rabbia, solitudine...). Tutto questo comporta delle conseguenze non solo fisiche e fisiologiche (dai pantaloni che non si abbottonano più al sopraggiungere di diabete e colesterolo), ma anche psicologiche e sociali: non accettazione di se' e del proprio corpo, difficoltà ad entrare in contatto con i propri bisogni e soddisfarli, negazione dei propri bisogni, mancanza di autostima, isolamento, meccanismi psicologici del tipo tutto o nulla...
Il nostro obiettivo, il messaggio che vogliamo dare attraverso il nostro blog è che è possibile essere LIBERI DI MANGIARE. Cosa significa essere liberi di mangiare? Significa essere liberi di ascoltarci e soddisfare davvero i nostri bisogni, significa essere liberi di soddisfare la fame, di godere del cibo, di permetterci di festeggiare con il cibo e mangiare i buonissimi piatti che la nostra maestra di cucina mostra nelle sue lezioni, ma anche dire di no al cibo quando non abbiamo fame, lasciare del cibo nel piatto se è troppo. La libertà di accogliere e rifiutare, tornando protagonisti delle nostre scelte. Non riteniamo che si debba "mangiare per vivere", perchè mangiare non è solo soddisfare la fame, è anche godere, è anche festeggiare, è anche socializzare, e tutto questo non può mancare nel vivere l'alimentazione. Riteniamo che si possa diventare protagonisti delle proprie scelte alimentari, ma per farlo occorre necessariamente CONOSCERSI e ASCOLTARSI!
Tutto questo verrà trattato dettagliatamente e speriamo piacevolmente nel nostro blog, ognuno nelle proprie specifiche competenze.
Buona lettura!
Dr.ssa Alfonsina Pica - psicologa e psicoterapeuta
Il nostro incontro ha portato ad una serie di riflessioni sul cibo, riflessioni provenienti da angolature necessariamente diverse e complementari. Dal nostro incontro sono nati dei corsi e questo blog, ma soprattutto è nato un modo di pensare all'alimentazione che si è integrato e che vogliamo trasmettere a chi avrà il piacere (speriamo) e la voglia di leggerci.
Mangiare è o dovrebbe essere l'atto più naturale del mondo, dove un bisogno fisiologico, la fame, chiede di essere soddisfatto attraverso il cibo.
Non sempre tutto questo avviene in modo naturale e quindi sano. E allora mangiamo anche quando non abbiamo fame, oppure non mangiamo anche se abbiamo fame, o ancora utilizziamo il cibo per soddisfare bisogni diversi dalla fame (noia, rabbia, solitudine...). Tutto questo comporta delle conseguenze non solo fisiche e fisiologiche (dai pantaloni che non si abbottonano più al sopraggiungere di diabete e colesterolo), ma anche psicologiche e sociali: non accettazione di se' e del proprio corpo, difficoltà ad entrare in contatto con i propri bisogni e soddisfarli, negazione dei propri bisogni, mancanza di autostima, isolamento, meccanismi psicologici del tipo tutto o nulla...
Il nostro obiettivo, il messaggio che vogliamo dare attraverso il nostro blog è che è possibile essere LIBERI DI MANGIARE. Cosa significa essere liberi di mangiare? Significa essere liberi di ascoltarci e soddisfare davvero i nostri bisogni, significa essere liberi di soddisfare la fame, di godere del cibo, di permetterci di festeggiare con il cibo e mangiare i buonissimi piatti che la nostra maestra di cucina mostra nelle sue lezioni, ma anche dire di no al cibo quando non abbiamo fame, lasciare del cibo nel piatto se è troppo. La libertà di accogliere e rifiutare, tornando protagonisti delle nostre scelte. Non riteniamo che si debba "mangiare per vivere", perchè mangiare non è solo soddisfare la fame, è anche godere, è anche festeggiare, è anche socializzare, e tutto questo non può mancare nel vivere l'alimentazione. Riteniamo che si possa diventare protagonisti delle proprie scelte alimentari, ma per farlo occorre necessariamente CONOSCERSI e ASCOLTARSI!
Tutto questo verrà trattato dettagliatamente e speriamo piacevolmente nel nostro blog, ognuno nelle proprie specifiche competenze.
Buona lettura!
Dr.ssa Alfonsina Pica - psicologa e psicoterapeuta
CORSO DI CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE
Mangiare, nutrirsi, sono comportamenti in cui confluiscono emozioni, motivazioni, disagi, e non atti meccanici; passare le serate a guardare la Tv sgranocchiando cibo, mangiucchiare tutto il giorno o quando non si ha fame, ma anche non riuscire a godere del cibo che si mangia, o tenere sempre tutto sotto controllo (peso, cibo, calorie), diventano un modo “non sano” di relazionarsi con il cibo.
Quando decidiamo di dimagrire, la prima parola che ci viene in mente è “dieta”; una parola che nel nostro immaginario è carica di rinunce (piatti buoni, serate con gli amici, quantità di cibo). Attiviamo così dei comportamenti di restrizione che pensiamo siano la strada giusta per ottenere dei risultati. In realtà, senza rendercene conto, si creano dentro di noi tutta una serie di pensieri ed emozioni negative (frustrazione, perdita d'entusiasmo, pensiero fisso al cibo...) che portano nella maggior parte dei casi ad abbandonare la dieta stessa o ad attivare meccanismi di recupero del peso.
Inoltre, intervenendo con la sola dieta, per quanto corretta possa essere da un punto di vista nutrizionale, si rischia di dare a un problema emotivo, una risposta esclusivamente razionale, negando completamente “il problema che c'è dietro”.
Allora, che fare? E' importante acquisire un modo diverso di avvicinarsi al cibo, cambiare le vecchie abitudini imparando ad ascoltare se stessi e il proprio corpo e a soddisfare i propri bisogni.
A tal proposito, la nostra proposta è un corso che integra un percorso nutrizionale, uno psicologico e un laboratorio di cucina dove: l'esperto in nutrizione dà informazioni e consigli sulla corretta alimentazione, la psicologa aiuta ad entrare in contatto con i propri bisogni, riconoscerli e soddisfarli trovando alternative al cibo, la maestra di cucina mostra come preparare in modo piacevole e divertente piatti sani e gustosi. In questo modo è possibile recuperare la Libertà di mangiare, di dire di sì al cibo, godendo di esso e della convivialità, ma anche di dire di no al cibo, quando non abbiamo fame!
Il nostro corso è aperto a chiunque abbia necessità di dimagrire, a chi ha fatto diete senza risolvere nulla; a chi è a dieta ma è tentato di mollare; a chi vuole trovare un rapporto sano con il cibo e il proprio corpo.
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